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L’ombra nel bosco

La sera Lorenzo prepara la cena in cucina. Vive con sua figlia Francesca, che ha sei anni. La madre vive in un’altra città, e i due passano molto tempo insieme[1]. La sera fanno quasi sempre[2] le stesse cose: Lorenzo cucina e Francesca gioca nel salotto.
Lorenzo taglia le verdure[3] e sente Francesca che ride. All’inizio[4] non pensa a niente. La bambina parla spesso da sola quando gioca.
Dopo qualche minuto però si ferma[5] un momento. Sente sua figlia che sta ridendo. Poi silenzio. Poi parla. Poi ride.
Lorenzo mette il coltello sul tavolo e va nel salotto. La porta è aperta. Francesca è seduta sul divano. In stanza non c’è nessun altro[6].

Lorenzo guarda la bambina.
— Con chi parli? — chiede.
Francesca si gira verso di lui. Sembra sorpresa.
— Con il mio amico.
Lorenzo guarda il divano. Il posto accanto alla bambina è vuoto[7].
— Quale amico?
Francesca indica lo spazio vicino a lei.
— Lui.

Lorenzo resta in silenzio[8] per un momento.
— Come si chiama?
La bambina risponde:
— Si chiama Neral.
Lorenzo non ha mai sentito[9] questo nome.
— E dove è adesso?
Francesca sorride e indica di nuovo il posto accanto a lei.
— È qui.
Lorenzo guarda ancora il divano. Il posto accanto alla bambina è vuoto. Non vede niente di strano nella stanza.
— Il tuo amico è invisibile? — chiede.
Francesca fa un piccolo sorriso ma non risponde.

Lorenzo prende una sedia e si siede vicino al tavolino del salotto.
— Vuoi farmelo vedere?
La bambina lo guarda.
— Non puoi vederlo.
Lorenzo pensa un momento. Poi indica il tavolino.
— Allora disegnalo.

Francesca prende subito un foglio e una matita. Si piega[10] sul tavolo e comincia a disegnare con molta attenzione. Lorenzo resta in piedi dietro[11] di lei e aspetta[12] in silenzio.
Francesca disegna per alcuni minuti. Lorenzo resta vicino al tavolino e osserva[13] il foglio.
A poco a poco[14] appare una figura. Il corpo è molto alto e molto sottile[15]. Le braccia sono lunghe, più lunghe del normale. Le gambe sono dritte come due bastoni[16].

Lorenzo guarda meglio il disegno. La testa non ha occhi, non ha bocca, non ha naso.
— Perché non ha la faccia? — chiede.
Francesca continua a tenere la matita in mano. Poi alza gli occhi verso il padre.
— Lui non vuole.
— Non vuole cosa?
— Non vuole mostrare[17] la faccia.
Lorenzo resta in silenzio per un momento. Guarda ancora la figura sul foglio. Poi prende il disegno e lo appoggia sul tavolo.

Il giorno dopo Lorenzo accompagna[18] Francesca a scuola. I bambini entrano nell’edificio e i genitori restano nel cortile[19] per qualche minuto. Lorenzo parla con una maestra e poi entra nel corridoio. Sulle pareti ci sono molti disegni dei bambini: case, alberi, animali, persone.

Mentre cammina, Lorenzo si ferma davanti a un foglio. Ha già visto quel disegno. È una figura molto alta e molto sottile, con le braccia lunghe. Anche qui la testa non ha occhi, non ha bocca, non ha naso. Lorenzo si avvicina e guarda il nome scritto sotto il foglio. Non è il nome di Francesca.

Lorenzo continua a camminare nel corridoio. Dopo pochi passi vede un altro disegno. Poi un altro ancora. Sono tutti simili. La stessa figura alta e sottile, senza volto. Lorenzo sente un leggero brivido[20].

Lorenzo resta qualche minuto nel corridoio e guarda ancora i disegni. La stessa figura appare su molti fogli: alta, sottile, senza volto. La cosa gli sembra strana e si sente un po’ inquieto. Decide di parlare con una maestra. La trova nella classe accanto e le racconta quello che ha visto nel corridoio.

La maestra ascolta e poi sorride.
— Non si preoccupi — dice. — I bambini fanno spesso così.
Lorenzo la guarda senza capire.
— I bambini copiano gli altri bambini. Uno inventa qualcosa e gli altri fanno lo stesso. Succede spesso con gli amici immaginari. Un bambino racconta del suo amico, poi gli altri cominciano a parlarne, e alla fine tutti hanno lo stesso amico immaginario.
Lorenzo annuisce lentamente. Questa spiegazione gli sembra semplice e logica. Quando esce dalla scuola si sente molto più tranquillo.

Dopo cena Francesca gioca sul tappeto del salotto con le sue bambole. Lorenzo è seduto sul divano e legge il giornale. Ogni tanto alza gli occhi e guarda la bambina. A un certo punto Francesca smette di giocare. Guarda verso la porta del salotto.
— Sei tornato — dice piano.
Lorenzo abbassa il giornale.
— Con chi parli?
Francesca indica la porta.
— Con Neral.
Lorenzo sospira.
— E cosa dice il tuo amico?
Francesca resta in silenzio per qualche secondo, come se stesse ascoltando qualcuno.
Poi guarda il padre.
— Dice che presto sarà il momento.



Il giorno dopo Lorenzo accompagna Francesca a scuola. I bambini entrano nel cortile e cominciano a correre e a giocare. Lorenzo resta vicino al cancello per qualche minuto. A un certo punto vede un piccolo gruppo di bambini che parla vicino alla recinzione. Francesca è con loro. Lorenzo si avvicina.
— Di cosa parlate?
I bambini si girano verso di lui. Per un momento restano in silenzio. Poi uno di loro indica verso le case dietro la scuola.
— Lui è nel bosco.
Lorenzo guarda nella direzione indicata. Dietro il quartiere c’è un piccolo bosco. Gli alberi sono scuri e molto fitti.
— Nel bosco?
I bambini fanno sì con la testa.
— Lui ci aspetta lì.

Quella notte Lorenzo si sveglia all’improvviso. Non sa perché. La casa è silenziosa. Si alza e va alla finestra. Guarda la strada. Sotto i lampioni vede alcune figure piccole. Sono bambini. Camminano lentamente verso la fine della strada, nella direzione del bosco. Lorenzo osserva meglio. Tra loro gli sembra di riconoscere Francesca. Il cuore gli batte forte.
Corre nel corridoio e apre la porta della stanza della bambina. Il letto è vuoto. Lorenzo esce di casa e corre verso il bosco. Arriva tra gli alberi e guarda intorno. Ma non vede nessuno. Nel bosco c’è solo buio e silenzio.


[1] passano molto tempo insieme: spend a lot of time together
[2] quasi sempre: almost always
[3] verdure: vegetables
[4] all’inizio: at first
[5] si ferma: stops
[6] nessun altro: nobody else
[7] vuoto: empty
[8] resta in silenzio: stays silent
[9] non ha mai sentito: has never heard
[10] si piega: bends over
[11] dietro: behind
[12] aspetta: waits
[13] osserva: watches
[14] a poco a poco: little by little
[15] sottile: thin
[16] bastoni: sticks
[17] mostrare: show
[18] accompagna: takes (someone) to / accompanies
[19] cortile: schoolyard
[20] brivido: shiver

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