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La donna del terzo piano

Illustrazione del racconto La donna del terzo piano

Laura ha quarantacinque anni e lavora in una farmacia. Si è trasferita in un nuovo appartamento da pochi giorni. La casa è piccola, ma ha una cucina luminosa e un balcone da cui si vede il cortile. Il quartiere è tranquillo e la farmacia è vicina. Laura è contenta della nuova casa.
Il giorno del trasloco, mentre trasporta una sedia nel suo appartamento, incontra un uomo sulle scale. Ha circa sessant’anni ed è alto e magro.
— Buongiorno — dice — Lei è la nuova vicina?
— Sì. Mi chiamo Laura e abito al secondo piano.
— Piacere. Io sono Ernesto. Abito sopra di lei.
Ernesto è gentile, ma parla sempre in modo serio. Prende la sedia e aiuta Laura a portarla in casa. Poi sale fino al terzo piano.
Nei giorni successivi Laura lo incontra spesso. Ernesto esce ogni mattina con una borsa di stoffa e torna circa a mezzogiorno. A volte compra il pane, altre volte porta a casa frutta e verdura. Saluta sempre in modo gentile, ma non parla molto.

Una sera Laura prepara la cena. Dall’appartamento di Ernesto sente due voci, quella di ernesto e di una donna, ma non capisce le parole. Poi la voce della donna si alza improvvisamente.
— Questa storia non può andare avanti così! Tuo fratello sa tutto!
— Come fa a saperlo? Chi glielo ha detto? — domanda Ernesto.
— Nessuno gli ha detto niente! Ha capito tutto da solo!
— Non è possibile. Sono sempre stato molto attento.
— Non abbastanza. Non possiamo continuare a mentire!
Le voci tornano a un tono normale e Laura non riesce più a capire le parole. Laura continua a preparare la cena, ma pensa a quello che ha sentito. Forse Ernesto e quella donna stanno insieme in segreto. Non sembra una semplice amicizia. Ma perché devono nascondere tutto al fratello di Ernesto? All’improvviso Laura ha un pensiero terribile. Forse quella donna è la moglie del fratello. Laura scuote subito la testa.
«No, non è possibile», pensa. «Ho sentito solo poche frasi. Forse sto immaginando cose che non sono vere.»

Cerca di non pensarci più e continua a preparare la cena.
La mattina dopo incontra Ernesto davanti al portone. Laura non vuole fare domande personali sulla sera prima. Vuole soltanto sapere se il vicino sta bene.
— Buongiorno, signor Ernesto. Come sta? Tutto bene?
— Molto bene, grazie — risponde lui con il solito sorriso gentile — E lei?
Ernesto sembra tranquillo, come sempre. Laura lo saluta e va al lavoro, ma continua ad avere quel dubbio.

La sera seguente sente di nuovo le due voci, ma non capisce le parole.
Due giorni dopo Laura è seduta sul divano e legge un libro. Dall’appartamento di Ernesto arrivano ancora le due voci. All’inizio non capisce niente. Poi la donna comincia a gridare.
— Sono stanca, Ernesto! Non posso più stare con te. Mi vergogno di quello che abbiamo fatto. Non voglio più stare con te!
— No! Non puoi dirmi questo! — urla Ernesto — Sei stata tu a cercarmi. Sei stata tu a farmi innamorare. E adesso vuoi lasciarmi?
— Abbiamo sbagliato tutti e due!
— Dopo tutto quello che ho fatto per te, non puoi lasciarmi così!
— Ho deciso. Non voglio più vederti.
— Non puoi lasciarmi!
— Ernesto, calmati!
— Tu resti qui!
— Ernesto, sei impazzito? Posa quel coltello! Posa subito quel coltello!
Laura sente un urlo.

Poi, nell’appartamento, torna il silenzio.
Laura resta immobile sul divano. Guarda il soffitto e pensa al peggio. Ha sentito parlare di un coltello, poi un urlo. Ora dall’appartamento di Ernesto non arriva più nessun rumore.
Esce sul pianerottolo e bussa alla porta dell’appartamento vicino. Dopo poco apre una signora anziana con i capelli bianchi.
— Buonasera — dice la signora — Lei è Laura, la nuova vicina. Io sono Marta.
— Mi scusi, signora Marta, ma sono molto preoccupata.
Laura le racconta quello che ha sentito. Parla della donna, della relazione segreta, del fratello e dell’ultima lite.
— Alla fine la donna ha gridato di posare un coltello — dice Laura — Poi ho sentito un urlo e subito dopo è tornato il silenzio.
Marta sorride.
— Si calmi. Non è successo niente.
— Ma io ho sentito tutto molto bene.
— Venga con me — dice Marta — Andiamo da Ernesto.

Laura esita.
— Non è una buona idea!
— Non si preoccupi — risponde Marta con calma — Conosco bene Ernesto. Venga, vedrà con i suoi occhi che non è successo niente e perché ha sentito quelle voci.
Le due donne salgono al terzo piano. Marta bussa alla porta. Dopo pochi secondi Ernesto apre. Indossa una camicia e tiene in mano alcuni fogli.
— Buonasera, Marta. Buonasera, signora Laura — dice con il solito tono gentile — Che cosa succede?
Marta sorride.
— Laura crede che tu abbia ucciso una donna.
Ernesto guarda Laura, poi scoppia a ridere.
— Entrate, vi prego.
Nel salotto prende un piccolo registratore e lo accende. Si sente la voce della donna:
— Non puoi lasciarmi!
— Ernesto, posa subito quel coltello!
Ernesto spegne il registratore.
— Sto preparando uno spettacolo teatrale — spiega — L’attrice che recita con me è molto impegnata e non possiamo provare insieme. Per questo ha registrato le sue battute. Io ascolto la sua voce e provo la mia parte qui a casa.

Laura fa un lungo sospiro di sollievo. Poi guarda Marta ed Ernesto e tutti e tre cominciano a ridere.
Una settimana dopo, Laura e Marta vanno insieme a teatro. Laura si diverte molto: conosce già tante battute, perché le ha sentite dall’appartamento di Ernesto.

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Licensed under CC BY-ND 4.0 – creativecommons.org/licenses/by-nd/4.0

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