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Il treno di notte

Riccardo è un uomo anziano. Per molti anni ha lavorato in un ufficio in città, come contabile[1]. Ogni giorno prendeva lo stesso autobus. Entrava nello stesso edificio. Passava otto ore dietro una scrivania. La vita era tranquilla, ma sempre uguale. Non si è mai sposato e non ha figli. Quando arriva la pensione rimane solo. Comincia a pensare di lasciare quella città così grigia e noiosa. Vuole silenzio, aria pulita e vivere nella natura.

Comincia a cercare una casa fuori città. Dopo alcune settimane trova un vecchio casello[2] ferroviario[3] su una linea ormai abbandonata[4]. Il prezzo è molto basso. Nel casello deve fare alcuni lavori, ma può fare tutto da solo. Compra il casello, dipinge i muri, mette pavimenti nuovi e in poche settimane sistema bene tutte le stanze. Alla fine quel casello diventa una casa piccola ma accogliente[5]: una cucina, un bagno, una stanza per dormire e un’altra stanza. In questa stanza mette un tavolo, alcune sedie e i suoi libri.

Dietro la casa c’è un pezzo di terra. Non è grande, ma Riccardo lo guarda contento. Vuole fare un orto[6] e piantare[7] pomodori, insalata e qualche albero da frutto. Il giardinaggio è sempre stato la sua passione, ma in città non aveva spazio.

Quando tutto è pronto inizia il trasloco[8]. Porta i mobili e li sistema nelle stanze. Poi mette in una stanza tutti gli scatoloni[9]. Li sistema poco alla volta. Quando arriva la sera è stanco ma contento. Per la prima volta dorme nella nuova casa.

Va a letto. Il letto è vicino alla finestra. Da lì si vedono i binari[10]. Si sdraia, chiude gli occhi e si addormenta quasi subito. Ma nel mezzo della notte un forte rumore lo sveglia. È un suono metallico e ritmico, come un treno sui binari. Riccardo apre gli occhi e guarda l’orologio sul comodino[11]: segna le due e diciassette.

Guarda fuori dalla finestra. Sente il rumore del treno che passa davanti alla casa, ma non vede niente. Resta immobile per qualche secondo. Il rumore continua ancora un momento e poi si allontana[12] lentamente nella campagna. La casa torna nel silenzio. Guarda ancora i binari dalla finestra, ma vede solo il buio. Alla fine pensa: forse è stato un sogno. Poi prova a dormire di nuovo.

La mattina si sveglia presto. Esce dalla casa e guarda la linea ferroviaria molto bene. I binari sono vecchi e coperti di ruggine[13]. Tra le pietre cresce l’erba. Cammina per qualche metro lungo la linea, ma non trova niente di strano. Non ci sono segni di treni recenti.

Durante la giornata lavora nel piccolo terreno dietro la casa. Comincia a pulire la terra e pensa a dove mettere l’orto. Però ogni tanto guarda i binari. Quel rumore della notte gli torna in mente più volte. La linea è abbandonata. Allora da dove viene il rumore del treno?

Rientra in casa e torna a letto, ma non riesce più a dormire. Rimane sveglio nel buio e pensa al rumore che ha sentito. Un treno non può passare su quei binari. La linea è abbandonata da molti anni. Eppure il suono era chiaro, forte, impossibile da confondere. Dopo un po’ è sicuro di una cosa: non è stato un sogno.

Quando arriva la mattina decide cosa fare. Deve controllare la linea ferroviaria. Se davvero un treno è passato, forse c’è una traccia. Dopo la colazione prende una torcia[14] e comincia a camminare lungo i binari.

Osserva tutto con attenzione. Guarda il ferro dei binari, le pietre tra i binari e l’erba lungo la linea. Cammina lentamente e controlla ogni punto, ma non trova niente di strano. Dopo un po’ arriva davanti a una vecchia galleria[15]. L’ingresso è mezzo coperto da terra e da pietre della montagna.

Accende la torcia ed entra nella galleria. Cammina piano tra i binari coperti di polvere. Dopo venti o trenta metri la luce illumina qualcosa di grande davanti a lui. Si ferma. Nella penombra[16] della galleria vede la carcassa[17] di un vecchio treno. Le ruote sono piegate, il metallo è arrugginito[18] e una parte del treno è quasi sotto le pietre cadute dalla galleria.

Riccardo si avvicina lentamente. Illumina il treno con la torcia e osserva i dettagli. La forma del treno è strana, molto diversa dai treni moderni. Il camino è alto e rotondo. Le ruote sono grandi e sottili. Tutto fa pensare a un treno molto antico, forse uno dei primi treni dell’Ottocento.

Sul lato del treno vede una piccola piastra[19] di metallo. L’uomo pulisce la polvere con la mano e illumina meglio con la torcia. Sulla piastra c’è una scritta. Il tempo ha rovinato le lettere, ma si leggono ancora. C’è il nome della fabbrica e una data: Breda – Milano, 1873. Riccardo resta in silenzio per qualche secondo. Quel treno è lì da più di cento anni.

Quando torna a casa, telefona subito alle ferrovie. Racconta quello che ha trovato nella galleria. All’inizio l’uomo dall’altra parte del telefono sembra quasi non crederci. Poi lo ringrazia e dice che manderanno qualcuno a controllare. Il giorno dopo arrivano alcuni uomini delle ferrovie. Riccardo li accompagna lungo la linea e mostra loro la galleria. Gli uomini entrano, guardano il treno, parlano tra loro a bassa voce e prendono qualche appunto. Poi salutano e vanno via.

Dopo quel giorno non succede più niente. Nessuno torna, nessuno scrive, nessuno gli dà spiegazioni. Però ogni notte lui continua a sentire il rumore del treno che passa davanti alla casa. All’inizio si sveglia sempre e ascolta nel buio. Poi, poco alla volta, si abitua. Il rumore entra nel sonno come il vento o la pioggia e dopo un po’ non lo sveglia quasi più.

Passano gli anni. Riccardo invecchia ancora, lavora nel suo orto, vive da solo nel vecchio casello e una notte muore nel suo letto. Da quel momento la casa resta vuota. Molto tempo dopo, un pomeriggio d’estate, tre ragazzi con lo zaino in spalla passano per caso da quella parte di campagna. Vedono la casa, si fermano e dicono:
– Che carino questo casello.

Poi bussano alla porta ma nessuno risponde. Le finestre sono sporche, il giardino è pieno di erba alta e sembra una casa abbandonata.
I ragazzi si guardano. Entrano e decidono di fermarsi un po’. Alla fine preparano qualcosa da mangiare e passano lì la notte. La mattina dopo si svegliano tardi. Uno di loro guarda gli altri due e dice:
— Non avete sentito niente questa notte?
Gli altri scuotono[20] la testa.
— No, niente.
Il ragazzo resta in silenzio per un momento, poi dice:
— Io ho sentito un gran rumore. Il rumore di un treno che è passato qui davanti.


[1] contabile: bookkeeper
[2] casello: gatehouse
[3] ferroviario: railway
[4] abbandonata: deserted
[5] accogliente: cozy
[6] orto: vegetable garden
[7] piantare: plant
[8] trasloco: moving
[9] scatoloni: moving boxes
[10] binari: tracks
[11] comodino: bedside table
[12] allontana: moves away
[13] ruggine: rust
[14] torcia: flashlight
[15] galleria: tunnel
[16] penombra: half-light
[17] carcassa: wreck
[18] arrugginito: rusted
[19] piastra: plate
[20] scuotono: shake