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Un uomo molto ricco

Un giorno Romualdo Mezzacosta, un uomo di circa quarant’anni un po’ scemo[1], decide di fare un viaggio. Conosce solo il suo paesino[2]. Non conosce le lingue. Parla male anche l’italiano, perché parla sempre in dialetto. Inizia il suo viaggio senza un’idea. Prende un autobus, poi un treno. Lo fanno scendere dal treno perché non ha il biglietto. Lui ne prende un altro. In qualche modo[3], arriva a Budapest.

Scende dal treno e comincia a camminare in città.
– Come è bella questa città – pensa – è sicuramente Parigi.
Continua a camminare e vede il Danubio.
– Ah… ecco la Senna. Adesso so che questa città è Parigi.

In lontananza[4] vede un grandissimo castello.
– Che bella casa – dice – forse è molto ricco il proprietario[5].
Ferma il primo signore che passa e dice:
– Mi scusi, signore. Chi è il proprietario di quella casa – chiede e con la mano indica[6] il castello di Buda.

L’uomo lo guarda e risponde:
– Nem értem. (significa non capisco)
– Ah… Nem Ertem. Strano nome, ma bella casa. Forse è molto ricco questo Nem Ertem.

Continua a camminare. Vede un ponte magnifico sul fiume. Fa una foto, poi chiede a una ragazza:
– Questo ponte… di chi è?
– Nem értem.
– Che strano – pensa – sempre lui. Ma quanti soldi ha?

Più tardi vede un ristorante elegante, pieno di gente. Lo stesso copione[7].
– Di chi è questo ristorante?
– Nem értem.
Ora è sicuro: Nem Ertem è dappertutto[8]. Ricchissimo. Potentissimo.

Quando arriva in un punto della città vede dei grandi cartelloni. C’è il volto di un uomo molto bello, giovane, elegante, che ha in mano una boccetta[9] di profumo. Chiede a un passante[10]:
– Chi è quell’uomo?
– Nem értem.
Romualdo è molto sorpreso.
– Ricco, giovane, bello, famoso… questo Nem Ertem è proprio fortunato.

Poco dopo vede una processione. Auto nere, un carro funebre, persone in silenzio. Capisce che è un funerale. Si avvicina piano a una anziana[11] signora che guarda la processione. Toglie il cappello e chiede sottovoce[12]:
– Mi scusi. Chi è morto?
– Nem értem.
Romualdo si ferma. Guarda il carro funebre e sospira[13].
– Povero Nem Ertem. Così ricco, così giovane, così bello… e adesso è morto. Ha perso tutto quello che aveva.

Si allontana[14] lentamente e scuote la testa[15] con tristezza.
– La vita è proprio ingiusta certe volte.


[1] scemo: stupid, silly
[2] paesino: small village
[3] in qualche modo: somehow
[4] in lontananza: in the distance
[5] proprietario: owner
[6] indica: points at
[7] copione: same routine, same story
[8] dappertutto: everywhere
[9] boccetta: small bottle
[10] passante: passer-by
[11] anziana: elderly woman
[12] sottovoce: in a low voice
[13] sospira: sighs
[14] si allontana: walks away
[15] scuote la testa: shakes his head