Il fascicolo AY475
Arnaldo lavora per una città molto bella, pulita e che funziona bene. Vive con la sua famiglia in una casa grande e luminosa, sempre calda d’inverno e fresca d’estate. Ha una moglie molto gentile e due bellissimi bambini. I mobili sono nuovi, le stanze ordinate. Al mattino scende nel garage, sale sulla sua automobile elegante e silenziosa e guida verso l’ufficio senza fretta. Sa che il suo lavoro è importante. Per questo motivo riceve molti soldi. Il suo stipendio è alto.
L’edificio dove lavora è moderno e pulito. Il suo ufficio è grande, con pareti bianche e uno schermo grande davanti alla scrivania. L’aria è fresca, il rumore dei computer è continuo e regolare. Arnaldo si siede, apre i fascicoli[1] digitali e inizia a lavorare.
Poco dopo entra l’assistente. Si chiama Clara. È una donna giovane, elegante, con un sorriso gentile. Si ferma vicino alla scrivania e lo guarda.
– Desidera un caffè, Arnaldo?
– Sì, grazie. Come sempre.
Clara dice di sì con la testa e torna dopo pochi minuti con una tazza calda. La appoggia con attenzione sulla scrivania.
– Oggi l’agenda è tranquilla. Ci sono solo alcuni fascicoli da controllare.
– Tutto bene?
– Sì. Nessuna urgenza. I numeri sono stabili.
Arnaldo prende il caffè e beve un sorso.
– Perfetto. Allora iniziamo con calma.
– Certo. Se serve altro, sono qui.
Clara va via in silenzio. L’ufficio resta ordinato, luminoso, sereno.
Poi Arnaldo inizia il lavoro. Apre il primo fascigolo sullo schermo. In alto c’è il nome dell’ufficio: Ufficio Valutazione Centrale. Sotto ci sono solo dati e colonne di numeri. Arnaldo legge con attenzione, confronta i numeri, fa i calcoli uno per uno. Lavora in silenzio e con attenzione.
Alla fine il sistema chiede un numero finale. Arnaldo lo scrive nel fascicolo. È un numero solo, senza spiegazioni. Se il numero è tra 70 e 80, il sistema sposta il fascicolo nella cartella dell’Ufficio Monitoraggio[2] Continuo. Lì i casi restano sotto controllo. Se invece il numero supera gli 80, il fascicolo cambia colore e passa all’Ufficio Riassegnazione Generale. Arnaldo non dice niente. Controlla solo che il numero sia corretto, poi apre il fascicolo successivo.
Mentre guarda il fascicolo AY475, Arnaldo vede qualcosa di strano. Un valore è molto più alto dell’anno scorso. Si ferma. Rilegge i dati. Poi preme il tasto per parlare con Clara.
– Clara.
La voce dell’assistente arriva subito.
– Dimmi, Arnaldo.
– Puoi venire qui un attimo, per favore?
Clara entra poco dopo, con il tablet in mano. Si avvicina alla scrivania e guarda lo schermo.
– Qui c’è una persona che ha il colesterolo molto alto rispetto all’anno scorso. Penso che dobbiamo cambiare la procedura.
– Un attimo che controllo – risponde Clara, mentre guarda le pagine del manuale sul tablet.
Resta in silenzio per qualche secondo, poi si ferma.
– Ecco. Trovato. Quando l’aumento è improvviso e supera il limite[3], dobbiamo ricalcolare tutto il numero finale.
– In che modo?
– Dobbiamo usare un numero speciale, un moltiplicatore[4].
– Sai qual è questo numero?
– Sì. Qui c’è scritto chiaramente. È 1.25.
Arnaldo guarda di nuovo lo schermo.
– Bene. Il numero totale è 65.20. Moltiplico per 1.25 e fa 81.50.
Scrive il nuovo valore nel fascicolo e guarda il numero per un momento, senza dire niente.
– Accidenti – dice Clara. – Supera il limite di poco. Solo per questo numero speciale. Non puoi provare ad abbassare il numero sotto gli 80?
Arnaldo scuote la testa.
– No.
– Ma è solo un piccolo dettaglio. Possiamo cambiare alcune cose. Il manuale dice che è possibile.
Clara guarda di nuovo il tablet.
– Qui dice che, in certi casi, si può scegliere un modo diverso. Così il numero può scendere sotto il limite. È una regola corretta.
Arnaldo resta fermo. Guarda lo schermo. Il numero è chiaro.
– No – ripete. – Non è giusto.
– Ma non è contro le regole – dice Clara. – Il sistema lo permette.
– Il sistema serve a togliere i dubbi, non a crearli.
Clara abbassa un po’ la voce.
– Ma se resta sotto gli 80, la persona rimane qui in città.
– Appunto – risponde Arnaldo. – E questo è il problema.
Clara lo guarda, sorpresa.
– Costa di più tenerlo qui. Cure, controlli, rischi futuri.
– Ma forse è solo un caso isolato…
– Forse – dice Arnaldo. – E il “forse” è già troppo.
Arnaldo scrive lentamente.
– Se c’è anche solo un dubbio, è meglio agire subito.
– Quindi non vuoi usare la tua scelta?
– No. Le regole servono a proteggere il sistema. Non le persone.
Scrive il valore finale senza modifiche. 81.50.
– Meglio un nuovo posto oggi che costi inutili domani.
Clara non dice più niente. Guarda il numero sullo schermo e capisce che, per Arnaldo, il sistema è la cosa più importante. Anche del dubbio. Anche della possibilità.
Tre giorni dopo Arnaldo riceve una comunicazione dall’Ufficio di Riassegnazioni[5]: gli chiedono di rivalutare[6] il fascicolo e gli ricordano che, in certi parametri[7], può usare una discrezionalità[8], ma Arnaldo risponde subito che non intende modificare nulla.
Una settimana dopo Arnaldo torna al lavoro come sempre. Entra nell’edificio e cammina verso l’ufficio. Prima di sedersi vede Clara. È in piedi, vicino alla scrivania. Il suo viso è teso. Non sorride.
– Arnaldo – dice subito – devi andare dal Direttore Generale. Subito.
Arnaldo si ferma.
– Perché?
– Non lo so – risponde Clara. – Ma è urgente.
Arnaldo dice di sì e va. Il corridoio è silenzioso. Bussa alla porta grande in fondo. Una voce lo fa entrare.
Il Direttore Generale è seduto dietro una scrivania grande. Non perde tempo.
– Arnaldo, il suo punteggio è salito sopra gli 80.
– Sopra gli 80? È impossibile.
– Il sistema è chiaro. Lei deve essere trasferito[9].
Arnaldo sente un colpo allo stomaco.
– Forse c’è un errore. Voglio vedere i dati.
– Non qui – risponde il direttore. – Se ci sono errori, può parlare con l’Ufficio di Riassegnazioni.
– Ma io lavoro per il sistema. Conosco le regole.
– Per questo motivo sa che non posso fare niente.
Il direttore guarda l’orologio.
– Deve andare via oggi stesso.
– Oggi?
– Sì. La partenza è prevista entro oggi.
Arnaldo esce dall’ufficio confuso. Non guarda Clara. Esce dall’edificio e si dirige verso l’Ufficio Riassegnazioni. Si trova a circa 15 minuti a piedi. Il palazzo in cui si trova l’ufficio è vecchio e quasi vuoto. Arriva all’ufficio e la segretaria lo fa accomodare nella stanza.
Dietro una scrivania c’è un uomo in uniforme. Ha il suo fascicolo in mano.
– Entri e si sieda – dice.
– C’è un errore – risponde Arnaldo. – Il mio numero non può essere sopra gli 80.
– Il fascicolo dice il contrario.
L’uomo apre il fascicolo.
– Persona AY475. Numero finale superiore a 80.
– AY475? – Arnaldo diventa molto pallido. – Voglio vedere.
L’uomo gli mostra la prima pagina. Arnaldo legge. Riconosce i dati. Riconosce i calcoli. Riconosce il moltiplicatore. Tutto è corretto. Tutto è suo.
– Questo… questo sono io – dice piano.
– Sì – risponde l’uomo. – Lei è la persona AY475.
Arnaldo resta in silenzio. Ricorda Clara. Ricorda il dubbio. Ricorda la sua decisione.
– Abbiamo una richiesta di rivedere la decisione – continua l’uomo. – Ma la richiesta è stata rifiutata.
– Rifiutata da chi?
– Dal responsabile[10] del fascicolo, Cioè proprio lei, signor Arnaldo.
Arnaldo chiude gli occhi. Ricorda di essere stato lui a rifiutare la richiesta.
– Quando parto?
– Oggi. Dovrà andare fuori città, a un paio d’ore in treno.
L’uomo chiude il fascicolo.
– Quando il numero supera il limite, il sistema non fa eccezioni.
Arnaldo non risponde. Ora sa che il sistema ha funzionato. Esattamente come lui ha sempre voluto.
[1] fascicolo: dossier
[2] monitoraggio: ongoing monitoring
[3] limite: threshold
[4] moltiplicatore: risk multiplier
[5] riassegnazioni: reassignment office
[6] rivalutare: to reassess
[7] parametri: assessment criteria
[8] discrezionalità: discretionary power
[9] trasferito: forcibly reassigned
[10] responsabile: case officer