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La donna nella stanza

La donna apre gli occhi lentamente. La stanza è silenziosa. La luce entra da una finestra coperta da una tenda chiara. Non sa dov’è. Si guarda intorno. Il letto è semplice, le pareti sono bianche. Tutto sembra normale, ma dentro sente paura.
Prova a muoversi. La testa le fa male. Porta una mano alla fronte. Non ricorda nulla. Chi è? Come si chiama? Cerca nella mente, ma non trova niente. Il cuore batte forte. Si siede sul letto. Vicino a lei c’è una borsa. La prende e la apre. Dentro trova un telefono spento, delle chiavi, un portafoglio. Nel portafoglio ci sono delle foto. In una vede lei che sorride. In un’altra è con amici. Riconosce il suo viso, ma non ricorda gli altri. Nel portafoglio c’è anche una carta di identità. Legge il nome: Giulia Rinaldi. Ripete il nome piano diverse volte. Almeno ora sa chi è. Ma non sa perché è lì.
All’improvviso sente un rumore. Si ferma e non respira per un momento. Ascolta. Il suono viene da fuori, forse da un’altra stanza. Si alza dal letto in silenzio. Cammina piano verso la porta. Appoggia l’orecchio. Sente qualcosa, come una sedia che si sposta. Apre la porta lentamente. Davanti a lei c’è un corridoio lungo. In fondo vede la cucina. A un tavolo c’è un uomo seduto. Guarda davanti a sé. Non fa nulla. Sembra tranquillo.
La paura aumenta. Torna nella stanza e chiude la porta piano. Il cuore batte ancora più forte. Forse quell’uomo l’ha drogata e rapita. Cerca di ricordare, ma la testa è vuota. Si siede sul letto. Guarda la finestra: è troppo alta. Guarda la porta: l’uomo è fuori.
– Devo andare via da questo posto – pensa – ma come faccio? Forse posso colpirlo con quella sedia e poi scappo.
Guarda la sedia. È pesante. Ma ha molta paura. Forse non è una buona idea. Forse quell’uomo è pericoloso. Resta ferma, in silenzio.
Poi sente dei passi nel corridoio. Si avvicinano. La maniglia si muove. La porta si apre lentamente. L’uomo entra nella stanza. Lei si spaventa molto. Resta ferma sul letto. Ha molta paura e chiude le braccia.
– No… fermo – dice. – Stai lontano. Non avvicinarti.
L’uomo si blocca subito e alza le mani.
– Va bene, stai tranquilla… – dice piano. – Mi fermo. Non mi avvicino.
Lei respira forte e lo fissa.
– Chi sei? Perché sono qui? Io… non ricordo niente.
– Lo so – risponde dopo un attimo. – Per questo hai molta paura.
– Io non ti conosco – continua lei. – Non so dove sono. Voglio andare via.
L’uomo si sposta verso una sedia e si siede.
– Ascoltami un momento – dice. – Quando ti svegli succede sempre così. All’inizio non ricordi niente e hai paura. Poi, durante la giornata, cominci a ricordare qualcosa.
– Non è normale – dice lei. – Non ricordo neanche il mio nome.
– Lo so – risponde. – È successo dopo la caduta.
– La caduta?
– Sì – dice l’uomo. – Sei caduta e hai battuto la testa. Quattro giorni fa.
Lei lo guarda, confusa. Porta una mano alla fronte.
– Per questo mi fa male la testa?
– Sì – risponde. – Ma non è niente di grave. I medici ti hanno visitata. Hanno detto che non hai ferite serie. Hai solo un’amnesia.
Lei resta in silenzio per qualche secondo. Quell’uomo ha una voce rassicurante. Sembra sincero.
– E tu… – dice piano – tu chi sei?
L’uomo la guarda negli occhi.
– Giulia. Io sono Alessandro, tuo marito. Viviamo insieme. Questa è casa nostra.
Lei resta immobile, quasi senza fiato e con gli occhi sbarrati.
– Mio marito… la nostra casa… – ripete, guardandosi intorno.
– Sì – dice lui. – Lo so che adesso ti sembra tutto strano. Succede sempre così all’inizio.
Lei abbassa lo sguardo.
– E i ricordi? Tornano?
– Certo che tornano – risponde l’uomo. – I medici hanno detto che tornano piano piano. Non tutti insieme. È solo questione di tempo.
Silenzio. Lei respira più lentamente. Non dice nulla. Ma non chiede più di andare via.
– Adesso devi solo riposarti – dice lui. – Sto preparando la colazione. Se vuoi ti porto la colazione a letto.
In effetti Giulia ha fame. Annuisce.
– Bene. Ti porto del tè con biscotti fra cinque minuti. Intanto sdraiati tranquilla.
Giulia si stende sul letto. Ora non ha paura. Si rilassa. All’improvviso nella sua mente compare una scena: lei in spiaggia, sotto un ombrellone. Vede l’uomo in acqua. Lui è suo marito. Sorride e la saluta. Lei lecca un ghiacciolo al limone. È felice.

Finalmente si sente tranquilla. Ma poi un’altra scena entra nella sua mente con violenza. Sono in auto e lui le stringe con forza sul naso un fazzoletto che ha uno strano odore.