
È una giornata tranquilla nel negozio di giocattoli di Marco. Marco è seduto su uno sgabello[1] dietro il bancone[2]. Guarda le vendite[3] dell’ultimo mese sul computer. Le cose non vanno bene. Marco promette a sua moglie Anna che il negozio funziona. Dopo aver perso il lavoro, mette tutto il suo tempo e tutti i loro risparmi[4] nel negozio.
– Andrà bene – dice – per favore, credimi. Anna gli crede. Gli crede sempre. Dopo le prime settimane, i clienti diminuiscono. Ora entra quasi nessuno. Marco non sa cosa fare. Tocca ancora qualche tasto. Beve un sorso di caffè quasi freddo e sospira[5]. Tutto sembra inutile.
Marco pensa, quando sente il campanello[6] della porta. Un uomo entra nel negozio. È vestito tutto di nero. Ha un grande cappello di feltro[7] e occhiali scuri. L’uomo si toglie il cappello con un gesto elegante.
– Buongiorno, signore – dice – mi chiamo Orlando. Posso entrare?
Marco annuisce[8]. – Sì, certo. Prego.
Dal modo di parlare, Marco capisce che non è un cliente. L’uomo si avvicina al bancone e sorride.
– Lei sembra molto occupato – dice – spero di non disturbare.
– No, nessun problema – dice Marco.
Chiude il computer.
– Cerca qualcosa?
L’uomo alza una mano. – No. Sono qui per offrirle qualcosa.
Lo stomaco di Marco si stringe. Un venditore. Proprio quello che non vuole.
– Mi dispiace, signore…
– Non si preoccupi – dice l’uomo – non voglio creare problemi.
L’uomo mette la mano nella tasca del cappotto e tira fuori un mazzo di carte. Con un movimento rapido, toglie le carte dalla scatola e inizia a mescolarle. Le mani si muovono molto veloci. Le carte passano da una mano all’altra.
– Voglio mostrarle queste carte – dice.
Ha un accento[9] forte. Marco non capisce da dove viene. I suoi gesti sembrano di un altro tempo. L’uomo continua a mescolare[10], apre le carte a ventaglio[11], poi le richiude.
– Posso sapere il suo nome?
– Marco – dice lui.
– Marco. È un bel nome. Le piacciono i trucchi di carte?
Senza aspettare risposta, apre le carte.
– Ne prenda una.
Marco prende una carta.
– Non mi dica quale è – dice l’uomo – la rimetta a posto.
Marco obbedisce. L’uomo mescola di nuovo, ancora più veloce. Poi prende una carta e la mette sul bancone.
– È questa?
Marco guarda. Non è la sua carta.
– No.
L’uomo sembra sorpreso.
– Allora è questa.
Mette un’altra carta.
– No.
Marco non capisce se è un trucco o se l’uomo è solo strano. L’uomo continua, prende una carta alla volta e la mostra.
– Questa? O questa?
Marco scuote sempre la testa. Alla fine l’uomo si ferma.
– Pazienza – dice – ho dimenticato il trucco. Sto diventando vecchio.
Prende un fazzoletto[12] e si asciuga il viso. Poi indica lo scaffale[13] dietro Marco.
– Cos’è quello?
Marco si gira. Sullo scaffale, tra due giocattoli pieni di polvere, c’è la sua carta. Marco la prende subito.
– Come fa…?
L’uomo sorride.
– Non si chiede mai a un mago come fa i suoi trucchi.
Marco guarda la carta, poi l’uomo. Non ha mai visto una cosa così. In televisione sì, ma non dal vivo.
– È incredibile – dice.
L’uomo tira fuori altri mazzi di carte.
– Vendo queste carte speciali. A buon prezzo.
– Non lo so – dice Marco – ho già delle carte…
– Solo un po’. Buon prezzo.
Marco pensa che ci sia una spiegazione logica.
– Quanto costano?
Il prezzo è molto basso. Quasi niente. Marco pensa un momento.
– Va bene. Prendo tre mazzi.
Apre il registratore di cassa[14], prende i soldi e li dà all’uomo. L’uomo gli passa tre mazzi.
– Dica ai clienti che ha incontrato il Grande Orlando.
Si toglie il cappello e se ne va. Marco sorride. Un mago. Sciocchezze. I maghi non esistono.
Il tempo passa. Marco controlla ancora le vendite. Poi sente fame. È ora di pranzo. Prende la giacca e apre il registratore per prendere dei soldi. Ma nel registratore non c’è più niente. Nessuna moneta. Nessuna banconota[15].
[1] sgabello: stool
[2] bancone: counter
[3] vendite: sales
[4] risparmi: savings
[5] sospira: sighs
[6] campanello: bell
[7] feltro: felt
[8] annuisce: nods
[9] accento: accent
[10] mescolare: to shuffle
[11] ventaglio: fan (of cards)
[12] fazzoletto: handkerchief
[13] scaffale: shelf
[14] registratore di cassa: cash register
[15] banconota: banknote