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Il pozzo nel cortile

È mattina. Il mercato è già pieno di gente. Le strade sono strette. Le bancarelle[1] sono una accanto all’altra. Si vedono frutta, verdura, sacchi di riso, spezie[2] colorate. L’aria è calda. Si sentono voci e passi. Un uomo cammina tra le bancarelle. Si chiama Ravi. È giovane. Indossa[3] abiti semplici e puliti. Guarda intorno. Si ferma davanti a una bancarella di verdure. Il venditore è un uomo che Ravi conosce. Si chiama Anil. Sta pesando delle cipolle.

– Buongiorno, Anil – dice Ravi.
– Buongiorno, Ravi. Come stai? – risponde Anil.
Ravi guarda le verdure.
– Dammi due cipolle e un po’ di carote – dice.
Anil mette le verdure in un sacchetto.

– Oggi sei venuto presto al mercato – dice.
– Sì – risponde Ravi – ho molte cose da fare.
Anil sorride.
– Sempre di corsa. Che succede?
Ravi esita[4] un momento, poi parla.
– Mi devo sposare – dice.
Anil alza gli occhi.
– Davvero? È una bella notizia.
– Sì – dice Ravi – ma ora devo trovare una casa.
Anil gli porge il sacchetto.

– Una casa non è facile da trovare – dice.
– Lo so – risponde Ravi – per questo sto chiedendo a molte persone.
Anil parla piano.
– Ho sentito una cosa – dice.
– Che cosa? – chiede Ravi.
Anil guarda intorno, poi parla piano.
– Dicono che una casa è in vendita, qui vicino.
Ravi si ferma e ascolta.
– Una casa? Dove?

Anil indica una stradina[5] laterale[6].
– Non lontano da qui. È una casa con un cortile[7].
Ravi guarda verso la stradina
– Una casa con cortile… – dice.
Anil annuisce.
– Sì. È di un uomo anziano.
Ravi resta in silenzio per un momento. Poi paga e ringrazia.
– Andrò a vedere – dice.
Ravi si allontana tra la gente del mercato.

Ravi cammina nella strada indicata da Anil. La strada è più stretta. Ci sono poche persone. Le case sono basse, con muri chiari. Alcune porte sono aperte. Ravi si ferma davanti a una casa. Ha un grande portone di legno. Sopra il muro si vede un albero che fa ombra. La porta è socchiusa[8].

Ravi entra piano.
– C’è qualcuno? – chiede.
Dalla casa esce un uomo anziano. Ha i capelli bianchi e una barba corta. Si chiama Shankar. Cammina lentamente.
– Che vuoi? – chiede Shankar.
– Buongiorno – dice Ravi – mi chiamo Ravi. Ho sentito che questa casa è in vendita.
Shankar lo guarda in silenzio per un momento.
– Sì – dice – la casa è in vendita.

Ravi guarda il cortile.
– È una bella casa – dice – ha anche un pozzo.
Shankar annuisce.
– Sì, il pozzo è lì da molti anni.
Ravi fa un passo avanti.
– Io mi devo sposare – dice – cerco una casa per vivere con mia moglie.
Shankar incrocia[11] le braccia.
– Entra – dice – ti faccio vedere.

Entrano nella casa. Le stanze sono semplici. C’è una cucina, una stanza grande e una piccola. Le finestre sono basse. Entra luce.
– La casa è solida[12] – dice Shankar – e il quartiere[13] è tranquillo.
Ravi guarda tutto con attenzione.
– Quanto costa? – chiede.
Shankar dice una cifra[14]. Ravi pensa.
– È molto – dice – ma la casa mi piace.

Shankar lo guarda.
– Pensaci bene – dice – Se ti piace possiamo fare un contratto.
Ravi annuisce.
– Va bene. Allora ci vediamo domani – ripete.
Ravi saluta ed esce. Nel cortile si ferma un momento e guarda ancora il pozzo. Poi se ne va.

Il giorno dopo si incontrano di nuovo. C’è un uomo che scrive il contratto. Legge ad alta voce. Ravi ascolta. Shankar ascolta. Ravi firma. Shankar firma. Ravi paga. Shankar consegna[15] le chiavi di casa e dice:
– La casa è tua .

Ravi si sposa. Dopo la festa, va a vivere nella nuova casa con sua moglie Sita. Sono contenti. La casa è semplice, ma va bene per loro. Sistemano le stanze. Mettono pochi mobili. Nel cortile mettono una corda per stendere i vestiti.

La prima notte dormono bene. La mattina dopo, Ravi si sveglia presto. Esce nel cortile. L’aria è fresca. Si avvicina al pozzo per prendere l’acqua. Nel cortile c’è qualcuno. È Shankar, il vecchio proprietario[16]. Tiene una corda in mano. Sta tirando su un secchio pieno d’acqua. Ravi si ferma.

– Buongiorno – dice.
Shankar non sembra sorpreso.
– Buongiorno – risponde.
Ravi guarda il secchio.
– Che cosa fai? – chiede.
Shankar appoggia il secchio per terra.
– Prendo l’acqua – dice – questo è il mio pozzo.
Ravi resta in silenzio per un momento.
– Questa è casa mia – dice – io l’ho comprata.

Shankar annuisce.
– Hai comprato la casa – dice – non il pozzo.
Ravi scuote la testa.
– Il pozzo è nel mio cortile. Io vivo qui.
Shankar prende il secchio.
– Il pozzo è mio – ripete – Guarda bene cosa c’è scritto nel contratto. Non ti ho venduto il pozzo. Perciò vengo qui quando voglio.

In quel momento esce anche Sita. Guarda l’uomo anziano.
– Chi è? – chiede piano.
– Dice che il pozzo è suo – risponde Ravi.
Shankar prende l’acqua e si avvia verso l’uscita.
– Tornerò domani – dice.
Ravi lo guarda andare via. Il cancello si chiude lentamente. Ravi e Sita restano nel cortile.
– Così non possiamo vivere – dice Sita.
– Lo so – risponde Ravi – parlerò con lui.

Il giorno dopo Shankar torna. E il giorno dopo ancora. Ogni mattina entra nel cortile e prende l’acqua. Ravi va dal giudice della città. Racconta tutto. Il giudice ascolta. Poi manda a chiamare Shankar.

I due uomini sono davanti al giudice. La sala è semplice. Il giudice è seduto. Accanto a lui c’è Birbal, che ascolta in silenzio. Il giudice prende il contratto. Lo legge lentamente.
– Qui c’è scritto che Shankar ha venduto la casa.
Poi alza gli occhi.
– Del pozzo non c’è scritto niente.
Shankar annuisce.
– Il pozzo è mio: È sempre stato mio.

Il giudice guarda Ravi.
– Nel contratto non c’è scritto che ti ha venduto anche il pozzo.
Ravi abbassa la testa. Sembra deluso. Poi il giudice continua.
– Ma il cortile appartiene[17] a Ravi.
Si gira verso Shankar.
– Il cortile è di Ravi, è vero?
Shankar risponde subito.
– Sì! È di Ravi.

Il giudice annuisce.
– Bene – dice – allora Ravi, come proprietario del cortile, ha diritto di chiedere un affitto[18].
Ravi alza la testa.
– Un affitto? – chiede.
– Sì – dice il giudice – per il fatto che Shankar tiene la sua acqua nel tuo cortile.
Ravi capisce.
– Allora chiedo un affitto di 30 rupie al mese – dice.
Shankar spalanca[19] gli occhi.
– Cosa? È troppo! Non posso pagare! In un anno pago più del valore della casa

Il giudice lo guarda.
– Allora vendi il pozzo – dice.
Shankar ci pensa un momento.
– Va bene – dice – lo vendo.
Il giudice si gira verso Ravi.
– Vuoi comprare il pozzo?
Ravi scuote la testa.
– No – dice – non lo voglio comprare.

Shankar diventa rosso.
– Allora sono rovinato[20]! – dice.
Il giudice resta calmo.
– C’è un’altra soluzione – dice – fai un contratto e regala il pozzo a Ravi.
Shankar abbassa la testa. Dopo un momento dice:
– Accetto.
Ravi annuisce.
– Accetto anche io.
Il giudice batte la mano sul tavolo.
– Il caso è chiuso – dice.

Ravi e Sita restano a casa. Il cortile è silenzioso. Il pozzo è lì, al centro. Shankar non torna più. La mattina dopo Ravi prende l’acqua dal pozzo. Sita prepara il cibo. Stendono i vestiti nel cortile. La porta resta chiusa. La casa ora è davvero loro. Ravi guarda il pozzo un momento, poi si allontana. La giornata comincia.


[1] bancarelle: market stalls
[2] spezie: spices
[3] indossa: wears
[4] esita: hesitates
[5] stradina: small side street
[6] laterale: side, lateral
[7] cortile: courtyard
[8] socchiusa: slightly open, ajar
[9] pozzo: well
[10] vasi: pots, jars
[11] incrocia: crosses (arms)
[12] solida: solid, sturdy
[13] quartiere: neighborhood
[14] cifra: amount, sum
[15] consegna: hands over, delivers
[16] proprietario: owner
[17] appartiene: belongs
[18] affitto: rent
[19] spalanca: opens wide
[20] rovinato: ruined, financially ruined