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Il truffatore

Giorgio è un truffatore[1] e non ha un lavoro fisso[2]. Il suo lavoro è prendere soldi a persone che lavorano tutto il giorno e tornano stanche a casa. Lavora poche ore, ma è bravo e attento. Ogni sera va in una stazione ferroviaria, ma non torna mai nella stessa stazione troppo spesso, perché non vuole farsi riconoscere[3].
Le stazioni sono piene di gente, soprattutto la sera, e per lui è facile trovare una vittima[4].

Questa sera è alla stazione di Milano Centrale. Sono quasi le sei e la gente cammina in fretta per prendere il treno. Cammina piano, guarda i volti e osserva i movimenti delle persone, perché sa riconoscere subito chi può ingannare[5].

Vede un uomo giovane, ma sta parlando al telefono, quindi non va bene. Vede una coppia che va verso l’uscita, ma la donna è troppo attenta e guarda tutto intorno, quindi non va bene neanche quella. Poi vede un uomo sui quarant’anni, ben vestito, con un’aria tranquilla e gentile. Il suo sguardo è aperto e fiducioso.

Giorgio capisce che è la vittima giusta, cambia espressione[6] e si avvicina.
– Mi scusi…
L’uomo alza la testa.
– Sì?
– Mi dispiace disturbarla[7] – dice Giorgio – ma ho un problema. Qualcuno mi ha rubato il portafoglio.
– Il portafoglio? – chiede l’uomo, subito preoccupato[8].
– Sì – qui vicino al bar, mentre compravo qualcosa.

L’uomo guarda il bar, pieno di persone che entrano ed escono con bevande calde in mano.
– In questa stazione ci sono molti ladri – dice – è successo anche a un mio amico.
Giorgio annuisce[9] e mantiene[10] un’aria triste.
– Mi hanno preso tutto – dice – il portafoglio, il telefono e anche le chiavi di casa.
L’uomo scuote la testa.
– È una cosa terribile – dice – dovrebbe parlare con la polizia.

Giorgio esita[11] un momento.
– No – dice – non voglio.
L’uomo indica un poliziotto che cammina poco lontano.
– È lì – dice – può aiutarla.
– No – risponde Giorgio – non voglio parlare con la polizia.

L’uomo lo guarda con comprensione.
– Capisco – dice – è una brutta situazione, si vede che è molto agitato[12].
Poi gli prende il braccio con gentilezza.
– Coraggio – dice – venga con me, l’accompagno[13] io. Vedrà che la polizia può aiutarla.
Giorgio si libera subito.
– No – dice – faccio da solo, grazie.
L’uomo sospira, poi gli dà una pacca sulla spalla.
– Mi dispiace davvero per quello che le è successo – dice – vedrà che andrà tutto bene.

Giorgio annuisce e si allontana[14]. Cammina verso l’edicola, guarda di nuovo la gente e pensa già a trovare un’altra vittima. Dopo pochi passi mette la mano nella tasca della giacca per prendere le sigarette, ma non trova niente. Allora cerca il portafoglio, poi il telefono, ma non c’è nulla.

Giorgio si ferma e capisce subito che qualcuno gli ha rubato tutto. Pensa all’uomo gentile, si gira e torna indietro, ma l’uomo non è più lì. È sparito. In quel momento Giorgio capisce di essere stato derubato[15] proprio dalla persona che voleva derubare, in pieno giorno, dentro la stazione.


[1] truffatore: con artist, scammer
[2] fisso: permanent, steady
[3] riconoscere: to recognize, to identify
[4] vittima: victim
[5] ingannare: to deceive, to trick
[6] espressione: expression
[7] disturbarla: to disturb you, to bother you
[8] preoccupato: worried, concerned
[9] annuisce: nods
[10] mantiene: keeps, maintains
[11] esita: hesitates
[12] agitato: agitated, upset
[13] accompagno: I accompany, I go with
[14] allontana: moves away, walks away
[15] derubato: robbed, stolen from