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Arturo e gli SMS

Arturo è seduto sul divano. È sera. La televisione è accesa, ma il programma non è interessante. Le immagini cambiano, le voci parlano, ma Arturo non ascolta. È stanco. Oggi ha lavorato molto. Ha mangiato poco fa e ora vuole solo stare tranquillo.

La casa è silenziosa. Dal balcone entra un po’ di aria fresca. Da fuori arrivano rumori lontani: un’auto, un cane che abbaia, una porta che si chiude. Arturo appoggia la testa allo schienale[1] del divano e sospira[2].

Sul tavolino c’è il telefono. Lo prende, lo guarda. Nessun messaggio. Nessuna chiamata. Arturo lo rimette giù. Cambia canale. Poi sente un suono improvviso[3]. Pling pling.

Arturo guarda il telefono. Lo prende subito. C’è un messaggio. Un messaggio anonimo.
Non uscire di casa. È pericoloso.

Arturo sorride.
– Che sciocchezza – dice a voce bassa.
Pensa a uno scherzo. Forse un amico. Forse un messaggio sbagliato. Arturo non risponde. Appoggia il telefono sul tavolino e torna a guardare la TV.

Passano pochi secondi. Poi di nuovo: Pling.
Arturo si ferma. Guarda il telefono senza prenderlo subito. Il sorriso sparisce. Allunga la mano e legge.
Non c’è niente da ridere. Stanno arrivando dal cielo.
Il cuore di Arturo batte più forte.
– Dal cielo? – dice.

Si alza lentamente dal divano. Va verso la finestra. Fuori è buio. Il cielo è nero. Le nuvole si muovono lente. All’inizio non vede niente di strano. Poi, all’improvviso, vede delle luci. Nel cielo appaiono delle scie[4] luminose[5].
Sono verdi, blu e rosse. Si muovono lentamente. Poi più veloci. Attraversano[6] il cielo come linee di luce. Arturo resta fermo. Non parla. Respira piano.

Il telefono suona ancora. Pling.
Arturo guarda il messaggio.
Adesso mi credi? Resta in casa. Non uscire per nessun motivo.

Arturo sente paura. Il corpo diventa freddo. Fa un passo indietro. Si guarda intorno. La casa sembra diversa. Più piccola. Più silenziosa.

All’improvviso sente un rumore forte. Poi un altro. Sembrano esplosioni lontane. Le pareti tremano[7] leggermente. Una luce verde entra dalla finestra e illumina[8] il soggiorno[9]. Arturo chiude le tende in fretta.
Non sa cosa fare. Guarda il divano, il tavolo, la porta. Alla fine si abbassa[10] e si nasconde sotto il tavolo. Si siede per terra. Porta le ginocchia[11] al petto.

Fuori ci sono urla. Urla forti. Non sembrano voci normali. Arturo si copre le orecchie con le mani. Chiude gli occhi. Il cuore batte forte. Ha paura. Pensa di essere solo. Pensa che non finirà mai.
Passano alcuni minuti. Forse pochi. Forse tanti. Arturo non lo sa. Piano piano i rumori diminuiscono[12]. Le urla finiscono. La luce scompare[13]. Torna il silenzio. Arturo apre gli occhi. Toglie lentamente le mani dalle orecchie. Respira. Tutto è calmo.

Il telefono suona di nuovo. Pling.
Arturo esce da sotto il tavolo. Prende il telefono con mani tremanti[14].
Adesso puoi uscire. Non c’è più pericolo.

Arturo resta fermo. Non si muove subito. Poi si alza. Va verso la porta. La apre piano piano. Fuori vede la strada. Ci sono alcune auto della polizia. Le luci blu girano. Le sirene sono spente. Alcune persone guardano in silenzio. Nessuno parla.

Arturo non capisce cosa è successo. Guarda il cielo. Ora è normale. Scuro. Vuoto. Rientra in casa. Si siede sul divano. Prende il telefono. Scrive un messaggio.
Chi sei?

Aspetta. Passano i secondi. Poi i minuti.
Nessuna risposta.
Arturo guarda lo schermo. Il telefono resta muto[15].


[1] schienale: backrest
[2] sospira: sighs
[3] improvviso: sudden
[4] scie: trails
[5] luminose: glowing
[6] attraversano: cross
[7] tremano: shake
[8] illumina: lights up
[9] soggiorno: living room
[10] abbassa: lowers
[11] ginocchia: knees
[12] diminuiscono: decrease
[13] scompare: disappears
[14] tremanti: trembling
[15] muto: silent