
Sofia finisce di lavorare alle undici di sera. Lavora in un bar. È stanca. Si mette il cappotto, la sciarpa e il cappello di lana ed esce. La strada è quasi vuota. I negozi sono chiusi. Ci sono solo le luci dei lampioni[1]. Fa freddo e c’è vento.
Sofia cammina verso la metropolitana[2]. Scende le scale. Sotto terra fa un po’ meno freddo, ma c’è un odore strano. Odore di vecchio e di umido[3]. Sofia lo conosce. Lei prende spesso la metro di notte.
In stazione non c’è quasi nessuno. C’è un giornale vecchio per terra. L’orologio dice: “Arrivo tra due minuti”. Sofia aspetta. Guarda i manifesti[4] sui muri. Uno è rotto e strappato[5].
Sofia aspetta cinque minuti. Poi senti il rumore della metropolitana che arriva.. All’inizio il rumore è basso, poi diventa più forte. Dal buio arriva una luce. Il treno della metropolitana entra in stazione, va piano e poi si ferma. Le porte si aprono.
Sofia entra nel vagone[6]. Ci sono poche persone. C’è un ragazzo con una felpa blu. Ha le cuffie[7] e ha gli occhi chiuse. Forse dorme. O forse ascolta la musica con gli occhi chiusi. C’è una donna che legge un libro. Ha circa sessant’anni. Ha i capelli corti e grigi. Quasi alla fine del vagone c’è un uomo. Ha un cappello e guarda per terra. Sembra pensieroso[8].
Sofia si siede. Il treno parte. Fa il rumore normale delle ruote. Sofia guarda fuori dal finestrino[9]. Nel tunnel ci sono luci piccole, rosse e verdi. Passano veloci. La ragazza conta le fermate. Deve fare sei fermate e poi deve cambiare treno.
Alla terza fermata, il treno si ferma. Le porte si aprono. Ma non entra nessuno. Non esce nessuno. Non si vede la stazione. Fuori è tutto buio. Solo un muro nero. Il ragazzo si alza. Si toglie le cuffie. Viene vicino a Sofia e guarda fuori.
— Perché siamo fermi? — chiede.
— Non lo so. Non capisco — dice Sofia.
La donna chiude il libro. Anche lei guarda fuori, ma non dice niente.L’uomo con il cappello non si muove. Resta lì, con la testa bassa.Passano cinque minuti. Il treno non si muove. Passano altri cinque minuti. Niente.
Ora nel vagone c’è silenzio. Non si sente nemmeno l’aria che gira. È troppo strano. Sofia guarda l’orologio. Sono quasi le undici e trenta. Lei deve prendere un altro treno. Se arriva tardi, lo perde. E l’ultimo autobus è già passato.
La ragazza si alza. Va vicino alla porta del vagone. Preme il bottone di un citofono[10] per parlare con il macchinista[11]. Nessuna risposta. Preme ancora. Niente.
La donna guarda Sofia e dice:
— Forse non c’è nessuno. Forse il treno va da solo.
— Ma non è possibile — dice il ragazzo.
In quel momento, l’uomo con il cappello alza la testa. Ha occhi molto chiari, quasi grigi.
— State tranquilli. Bisogna solo aspettare.
Sofia lo guarda.
— Lei sa cosa succede?
L’uomo scuote la testa.
— No. Ma ogni tanto si ferma. E poi riparte.
Sofia guarda fuori dal finestrino. Si gira spaventata e dice: — Avete visto?
La donna si avvicina. — Cosa?
— C’era una sagoma[12] che sembrava umana, ma troppo grande per una persona. E si muoveva in modo strano, come un animale.
All’improvviso il ragazzo guarda e urla spaventato[13]: — Sì! Là! Si muove lungo il treno!
Indica un’ombra[14] che passa davanti a un altro finestrino. L’uomo con il cappello fa segno di stare in silenzio: — Non guardate. Non fate rumore. Meglio se restate fermi.
— Ma cos’è? — chiede il ragazzo.
— State tranquilli — risponde l’uomo — Fra poco se ne va.
All’improvviso le luci del vagone si spengono. Ora è buio completo. Sofia non vede niente. Sente il respiro veloce del ragazzo. Sente la donna che dice parole basse, come una preghiera.
Sofia prende il suo telefonino e lo accende. Il ragazzo fa lo stesso. La donna cerca il suo telefonino nella borsa. Il ragazzo la aiuta con la torcia del suo telefonino.
Poi sentono come dei passi pesanti. Vengono dall’alto del vagone. Qualcuno cammina sopra il treno. Il ragazzo sussurra[15][16]:
— Cosa fa?
— Controlla — dice l’uomo. — Controlla noi.
Sofia vorrebbe parlare, ma non parla. Ha paura. Il rumore sul tetto si ferma. Poi riprende più lontano. Va verso un altro vagone. Sofia respira piano. Il cuore batte forte. Poi sente un graffio[17] sul vetro, vicino a lei. Un suono lungo. Come un’unghia sul vetro. La ragazza punta la luce sul finestrino.
Improvvisamente il cuore sembra esplodere. Per un attimo vede un viso. Non capisce se è un uomo o qualcos’altro. Ha occhi grandi, neri e lucidi. La forma è allungata e la bocca è piccola. Il naso quasi non esiste. Quella cosa guarda dentro. Guarda Sofia. Non sembra minaccioso[18]. Sembra curioso. Sofia non urla, ma trema. L’essere sparisce[19]. Silenzio.
Dopo poco, le luci si riaccendono. Il treno riparte subito. Come se niente fosse. Arriva in stazione. Le porte si aprono. Fuori c’è gente. Una coppia ride. Un bambino piange. Un telefono suona. Sembra tutto normale.
Sofia esce di corsa. Anche il ragazzo e la donna scendono subito. La ragazza non aspetta l’altro treno. Si dirige verso gli scalini che portano sulla strada. Prima di salire si gira un’attimo. L’uomo con il cappello è rimasto nel treno, seduto al solito posto. Sembra tranquillo[20].
[1] lampioni: streetlights
[2] metropolitana: subway
[3] umido: damp
[4] manifesti: posters
[5] strappato: torn
[6] vagone: carriage
[7] cuffie: headphones
[8] pensieroso: thoughtful
[9] finestrino: train window
[10] citofono: intercom
[11] macchinista: train driver
[12] sagoma: silhouette
[13] spaventato: frightened
[14] ombra: shadow
[15] sussurra: whispers
[16] sussurra: whispers
[17] graffio: scratch
[18] minaccioso: threatening
[19] sparisce: disappears
[20] tranquillo: calm