Menu Close

Uno strano negozio

In una piccola strada di Parigi, c’è una porta verde. Sulla porta c’è una scritta[1]: Ufficio Scambi dei Mali[2]. Io entro. Vedo un uomo anziano. L’uomo è seduto. È un uomo grasso e ha un aspetto cattivo. I suoi occhi sono fissi, come gli occhi di una lucertola[3]. In questo negozio strano, paghi 20 franchi[4]. Poi puoi scambiare[5] un tuo problema con un’altra persona.
Nel negozio ci sono 4 o 5 uomini. Parlano tra loro. Qualche altra persona entra, paga 20 franchi all’uomo anziano e va con gli altri uomini. Gli affari in questo negozio sono strani. L’uomo anziano non mi piace, ma io sono curioso. Così parlo con lui.
Lui parla un inglese perfetto. Mi dice:
– Io lavoro qui da molti anni. I miei clienti scambiano sempre i loro problemi. Io non sono interessato ai loro problemi. L’importante è scambiare una cosa cattiva. Qui puoi scambiare qualunque problema.
Io gli chiedo:
– Quanto tempo serve per trovare una persona per lo scambio?
– A volte un giorno. A volte molti giorni. Ma alla fine, tutti scambiano i loro beni.
Poi l’uomo dice:
– Una volta un cliente ha scambiato la sua saggezza[6] con la follia[7].
– Perché?
– Non lo so. Non è affare[8] mio. Io prendo solo i 20 franchi. Dopo lo scambio, nessuno torna mai più qui.
Io sono molto curioso. Perché nessuno torna? Per curiosità, decido di fare uno scambio anche io.
Io ho un piccolo problema: tra qualche settimana devo tornare in Inghilterra in barca. Io ho paura del mare. Decido di scambiare questa paura.
Lo dico all’uomo anziano. Lui ride e dice:
– Questo è un problema piccolo! Qui la gente scambia problemi grandi. Una volta un uomo ha scambiato la sua morte.
– Con cosa ha scambiato la morte?
– Con la vita.
– Deve essere una vita orribile[9].
– Non lo so. Non è affare mio.
Per una settimana, io vado al negozio due volte al giorno e pago 20 franchi ogni volta. Aspetto una persona per il mio scambio.
Un giorno incontro un uomo tranquillo. Lui ha paura degli ascensori. Io conosco bene gli ascensori e non ho paura. Lui non deve viaggiare in mare. Per me è un buon affare.
Noi due accettiamo lo scambio. Firmiamo un contratto con l’uomo anziano.
Poi torno in albergo. All’albergo c’è un ascensore[10]. Io entro nell’ascensore per abitudine[11]. Ma quando l’ascensore si muove, io ho una paura terribile[12]! Non voglio più prendere l’ascensore.
Ma penso al viaggio in mare. Io non ho più paura del mare! So che non soffro[13] più il mal di mare.
Il giorno dopo, io decido di tornare al negozio. L’uomo anziano ha detto che nessuno torna mai. Ma io voglio tornare. Io conosco bene la strada: c’è una porta verde tra un negozio con colonne[14] rosse e un negozio di gioielli.
Io vado nella strada. Vedo il negozio con le colonne rosse. Vedo il negozio di gioielli. Ma la porta verde non c’è più! La casa con la porta verde è sparita[15].


[1] scritta: inscription
[2] Mali: Evils
[3] lucertola: lizard
[4] franchi: francs
[5] scambiare: exchange
[6] saggezza: wisdom
[7] follia: madness
[8] affare: business (or “deal”)
[9] orribile: horrible
[10] ascensore: elevator
[11] abitudine: habit
[12] terribile: terrible
[13] soffro: I suffer
[14] colonne: columns
[15] sparita: disappeared